Emergenza ambientale nel lametino

category lamezia terme | ambiente e territorio | feature author dom 10 agosto 2008 - 02:09author scritto da Indymedia Calabria Segnala questo contributo agli amministratoriSegnala agli amministratori

Riceviamo da qualche tempo continue segnalazioni sul nostro notiziario riguardanti l'emergenzia ambientale nel lametino.

Le questioni aperte ormai non si contano più: discariche abusive, rifiuti abbandonati, pale eoliche che non funzionano e strutture abbandonate ormai in degrado. Lamezia Terme è la città più virtuosa in termini di raccolta differenziata dei rifiuti, ma questo non consola dal momento che si arriva a coprire sul totale solo un misero 29%, che è un valore ancora piuttosto basso rispetto alla media nazionale. Intanto il malfunzionamento del depuratore consortile non impedisce al liquame di finire direttamente in mare.

author scritto da Red Rebel!publication date dom 17 agosto 2008 - 23:39Segnala questo contributo agli amministratoriSegnala agli amministratori

il Quotidiano 11 agosto 2008
Per Rifondazione “il fiume di denaro speso in questi anni ha prodoto risultatti deludenti”
Rifiuti, il commissario ha fallito
La frazione organica a Catanzaro con aggravio dei costi
di Raffaele Spada
RIFONDAZIONE mette in guardia sul groviglio di ordinanze e leggi, competenze e responsabilità delle politiche di gestione dei rifiuti e della depurazione, che si è inceppato al punto che ormai non si sa più chi ha ragione, chi ha torto. Succede così che nonostante “ si afferma che il provvedimento che impone lo smaltimento dei rifiuti del crotonese nella discarica di Lamezia Terme è stato pensato a lungo niente si è fatto per informare le amministrazioni interessate. Succede che si rispolvera una ordinanza dei primi mesi del 2007 per imporre al comune di Lamezia di trasportare la frazione organica dei suoi rifiuti nell’impianto di Alli a Catanzaro, con aggravio di costi di trasporto e nonostante la presenza, dal 2003, nell’area ex Sir di una linea per la produzione di compost, tra l’altro mai prodotto”.
Insomma il circolo Argada di Rifondazione comunista strappa il velo delle ipocrisie e mette a fuoco le cause che hanno determinato la grave decisione in materia di rifiuti”. Una è il totale fallimento delle politiche dell’Ufficio del Commissario Straordinario per l’Emergenza Ambientale (ma non era una esperienza già chiusa? ) l’altro elemento è il silenzio, le reticenze e a volte le complicità che anche molta parte della politica locale ha consumato nei confronti di tali politiche; e infine la questione dello sperpero di fondi.
La grave decisione dell’Ufficio del Commissario, autoritaria e unilaterale, che ha contraddistinto in questi lungi anni il commissariamento, di fare smaltire i rifiuti del Crotonese presso la discarica di località Stretto, dimostra senza dubbio, come rifondazione dichiara da anni, che il lametino è già la pattumiera delal Calabria.
Nel lametino ci sono 18 impianti per lo smaltimento, lo stoccaggio e il trattamento dei rifiuti, in contrasto con le direttive Cee si è scelto di privilegiare la costruzione di grandi impianti e di discariche a discapito di una politica tesa a privilegiare la riduzione, la raccolta differenziata e il riciclaggio dei rifiuti. Ed oggi la Calabria è lontanissima dagli obiettivi di raccolta differenziata e dall’autosufficienza per i rifiuti degli Ambiti Territoriali Ottimali.
Un fallimento che il lametino paga direttamente. Accanto ai 18 impianti esistenti è prevista una discarica di 495mila metri cubi per rifiuti speciali, da ubicare in località Carratello di Pianopoli, ed è stata concessa l’autorizzazione per realizzare un impianto per il trattamento e il recupero di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, da ubicare a San Pietro Lametino, per 154.800 tonnellate/annue di rifiuti. Ciò non farà che far esplodere i problemi derivanti dalla movimentazione della enorme massa di rifiuti (costi, impatti ambientali, viabilità), determinando, secondo Rifondazione Comunista, la discriminazione del territorio costretto a subire le inadempienze nelle politiche del ciclo dei rifiuti, come nella depurazione delle acque.
C’è, a parere del circolo Argada, una “militarizzazione” del territorio con l’aggravante che il fiume di denaro speso in questi anni ha prodotto risultati deludenti che sono sotto gli occhi di tutti.
Frutto delle politiche liberiste che hanno privilegiato la privatizzazione di importanti servizi pubblici come quello della gestione del ciclo dei rifiuti e delle acque. E frutto dell’atteggiamento autoreferenziale che ha mortificato la partecipazione democratica e il coinvolgimento delle istituzioni locali, dei sindacati, delle associazioni ambientaliste, dei cittadini nelle politiche ambientali in Calabria. Per rifondazione comunista non ci sono altre strade che quella della mobilitazione collettiva che si opponga alle decisioni assunte in questi giorni e che invochi il ripristino della gestione ordinaria, come la raccolta differenziata e l’autosufficienza degli Ato, scrivendo una pagina di verità sulle politiche di questi anni.

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