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Impressioni sulla protesta a palazzo comunale di Cosenza per la questione inceneritore cosenza |
ambiente e territorio |
analisi e opinioni
ven 30 gennaio 2009 - 20:06 scritto da tytyty
Segnala agli amministratori
Mamma mia che brutte facce avevano i consiglieri comunali di maggioranza giovedì scorso! Sono bastati una cinquantina di cittadini e cittadine, attivisti ed attiviste di movimento, per costringere il Comune a fare mezzo passo indietro sulla sciagurata proposta – avanzata dal consigliere Ciacco - di attivare un inceneritore di rifiuti in piena area urbana. Abituati forse a vedere tra le sedie riservate al pubblico del salone consiliare soprattutto malandrini e disperati, gli esponenti del gruppo che amministra palazzo dei Bruzi sono impalliditi di fronte alla protesta di chi difende il bene comune, rivendica il diritto alla salute e propone la raccolta differenziata come alternativa concreta ad un’emergenza rifiuti senza fine. Infinita, perché risolverla significherebbe stabilizzare i lavoratori della Valle Crati che i partiti preferiscono mantenere in una conveniente condizione di precarietà, ma soprattutto dire addio al perverso sistema di finanziamenti e profitti che si regge sull’emergenza. Al termine dell’assedio civile al salone consiliare, la comitiva del sindaco Perugini ha dato sfogo a tutto il suo repertorio di meschinità nei confronti dei manifestanti, rimanendo però isolata, perché la stessa maggioranza s’è spaccata sul documento di sostegno a Ciacco. Il fido Franco Ambrogio ora invoca l’intervento della polizia, a protezione della sala consiliare. È noto che il suo partito trent’anni fa andava a braccetto con Cossiga. Le cose non sono cambiate. Tantissimi ex del PCI continuano a guardare il mondo con gli occhi dell’assolutismo. Ma se almeno rispondessero alla domanda: “Dove sono finiti gli oltre 400mila euro stanziati dalla Regione per attivare anche a Cosenza la raccolta differenziata?”. Non lo faranno mai. Però, si rassegnino. Partecipazione e democrazia in questa città nascono dal basso. È così da secoli. Le loro minacce non cambieranno il genius loci. Una parte consistente dei Cosentini e delle Cosentine non si sottomette alla normalità imposta dal sindaco Perugini e dal vicario Ambrogio. Perché se la normalità sono le montagne di rifiuti lungo le strade, se normalità significa avvelenare i nostri polmoni con discariche ed inceneritori, se è normale fare a pezzi una scuola per garantire posizioni consolidate, se è normale ridurre il centro storico ad una zona depressa, se è normale soffocare gli spazi di partecipazione e cultura, se è normale privatizzare la città dei Ragazzi e chiudere la Biblioteca dei Ragazzi, se è normale pagare architetti e specialisti per attivare la partecipazione, beh, sappiano che in quest’angolo di sud ci sarà sempre qualcuno disposto ad urlare: “Mo’ basta!”. E non è solo una questione di ambientalismo. È un problema di dignità e democrazia, qualcosa che richiama il diritto di Natura. Il prossimo avamposto di resistenza sociale sarà a presidio del futuro di piazza Fera, ops… piazza Bilotti. Il Comune vuole costruirvi un centro commerciale. Un’altra cascata di soldi nelle tasche... buh, di chi? Il PD propone furbamente una consultazione. In realtà è già stato tutto deciso. Ma non hanno fatto i conti con chi abita e lavora nel quartiere. Presto se ne discuterà, in basso ed in forma realmente democratica. Anche in questo caso, dovranno fare i conti con la volontà popolare. Mo’ basta! |