solidarietà ai 5 attivisti indagati

category calabria | diritti e libertà | notizie author dom 24 maggio 2009 - 16:44author scritto da yairaiha Segnala questo contributo agli amministratoriSegnala agli amministratori

Ancora una volta la Digos di Cosenza tenta di intimorire con le inchieste chi in questa città alza la voce di fronte ai soprusi dei poteri forti.

 

L’associazione Yairaiha Onlus esprime piena solidarietà ai 5 attivisti colpiti da avviso di garanzia per aver cercato di esprimere liberamente il loro pensiero. Ancora una volta la Digos di Cosenza tenta di intimorire con queste azioni chi in questa città alza la voce di fronte ai soprusi dei poteri forti. Il 15 gennaio i messaggi che quanti eravamo fuori dall’aula magna volevamo trasmettere al Presidente della Repubblica erano molteplici: dal no degli studenti e dei precari alla legge Gelmini alla richiesta, forte e condivisa, di tutte le realtà presenti affinché si desse un segnale forte contro l’ennesimo attacco terroristico di Israele sulla Striscia di Gaza che in quei giorni, con l’operazione “Piombo Fuso”, trucidava oltre 1500 bambini, donne e uomini (civili) con il solito alibi di dare la caccia ai “terroristi”. Al Presidente si sarebbe voluto chiedere di venire nella nostra terra non solo per camminare sui tappeti rossi delle occasioni ufficiali ma di essere al fianco delle tante, troppe, “vittime” delle 488 e dei politicanti-affaristi-criminali (molti dei quali presenti all’inaugurazione dell’anno accademico…) che hanno depredato questa terra per il loro personale profitto e dei loro cortigiani lasciando in balia della disperazione e della criminalità migliaia di famiglie. Questi erano i messaggi che si sarebbero voluti portare. Nessun messaggio violento, anzi! Ma si sa, i poteri forti si sostengono a vicenda. E così l’unica tappa blindata del viaggio del Presidente in Calabria diventa proprio Cosenza (a Lamezia e a Reggio ha attraversato la città salutando i cittadini!) dove i soliti servi sciocchi dei potenti politici-affaristi-criminali sono sempre pronti ad utilizzare quegli articoletti del Regio Decreto (che, vorremmo sottolineare, porta le firme di Sua Maestà Re Vittorio Emanuele III-in nome di Dio e del Capo del Governo-Primo Ministro-Ministro dell’Interno Benito Mussolini) che, nonostante siano passati 64 anni dalla liberazione dal fascismo, dalla cacciata dei Savoia (che, ricordiamo, e' stata espressione della volontà DIRETTA del POPOLO italiano che ha scelto la Repubblica) e dalla nascita della Carta Costituzionale, ancora ci governano e ci ricordano che, purtroppo, i conti col ventennio fascista e con la monarchia non sono ancora chiusi. Invitiamo tutti e tutte, che siano semplici cittadini o appartenenti a forze politiche e sociali che si dichiarano democratiche, a riflettere seriamente su questo aspetto e ad agire affinché Regio Decreto e Codice Rocco (codice penale attualmente in uso) vengano aboliti definitivamente per chiudere, finalmente, i conti con la monarchia e col ventennio fascista.

Associazione Yairaiha Onlus

 

 

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