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Baruffa davanti alla sede Pd cosenza |
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lun 13 luglio 2009 - 00:46 scritto da repost
Segnala agli amministratoridemocraticamente vostri
Si sono concluse nella città dei Bruzi, sede del famoso processo ai new global della Rete del Sud Ribelle, le iniziative e le mobilitazioni locali contro le scelte globali delle otto grandi potenze mondiali. Dopo aver manifestato a difesa dei beni comuni come l'acqua, contro la privatizzazione degli spazi pubblici e per l'immediata liberazione degli attivisti arrestati in diverse città italiane prima del G8 dell'Aquila si è deciso, venerdì 10 luglio, di effettuare un sit-in di protesta pacifica sotto la sede del PD cosentino. Alcune decine di attivisti hanno esposto lo striscione: "Ricuglìtivi a Caselli - Liberàtini i cumbagni", contro le operazioni delle procure di Torino e Roma che hanno portato agli arresti di tanti giovani dell'Onda studentesca e del movimento No Global. Il presidio è stato convocato anche per protestare contro la svendita dei beni comuni e per denunciare l'atteggiamento dell'amministrazione comunale di Cosenza, a guida PD, che ha intenzione di privatizzare l'ex deposito ferroviario, cioè l'unico spazio pubblico disponibile per le associazioni che fanno cultura ed arte a Cosenza. Fin qui tutto secondo programma tranne la spropositata reazione di Enza Bruno Bossio, responsabile organizzativa del PD, la quale, dopo essere scesa dal palazzo dei DS si è avvicinata minacciosamente agli attivisti cercando di rimuovere manualmente lo striscione. Solo la lunga e consolidata esperienza politica dei sindacalisti, degli insegnanti, dei militanti dei movimenti presenti al sit-in ha fatto sì che nessuno dei presenti reagisse alle provocazioni. L'inaccettabile reazione della dirigente politica è stata ripresa dalle telecamere degli attivisti ed è visualizzabile su You-tube. Nelle riprese audio - visive si sentono gli attivisti che si raccomandano a vicenda di non toccare la dirigente del PD, di lasciarla urlare ignorandola mentre, invece, la Bruno Bossio continua a chiedere ad una ragazza che sta riprendendo con la telecamera, con tono inquisitorio: "tu che stai facendo qua!". Dopo pochi minuti arriva la volante della polizia chiamata col telefonino dalla Bruno Bossio mentre con il megafono gli attivisti cosentini continuano a spiegare ai passanti le loro ragioni, la dirigente del PD denuncia ai poliziotti che le sono state messe le mani addosso. Immediatamente smentita dai presenti le viene ricordato che tutto il suo "intervento" è stato filmato e che quindi potrebbe essere passibile di denuncia per calunnia. scritto da Angelo Pagliaro |