Jolly Rosso ...e finalmente ve ne siete accorti?!

category calabria | ambiente e territorio | feature author gio 24 settembre 2009 - 16:36author scritto da imccalabria Segnala questo contributo agli amministratoriSegnala agli amministratori

Il 14 dicembre del 1990, tra Amantea e Campora San Giovanni si arena, a causa del maltempo, la motonave Jolly Rosso. Da subito si rincorrono le voci sul fatto che la nave doveva essere affondata a largo del Tirreno e che contenesse dei rifiuti tossici da smaltire illegalmente, ma il maltempo non ha permesso che ciò avvenisse. Questo incidente non fa altro che confermare l'ipotesi della Calabria quale pattumiera dell'occidente. Una terra contaminata dunque, in particolare l'area di Amantea nella quale "si può confermare l'esistenza di un eccesso statisticamente significativo di mortalità nell'area del distretto sanitario di Amantea rispetto al restante territorio regionale".

Mentre la Rai calabrese si accorge solo ora della questione, già da tempo si sono registrate una serie di interessanti inchieste giornalistiche, le più importanti sono, infatti, quelle dal basso: Verità sulla Jolly Rosso.

Le allarmanti notizie che oggi sono date come scoop dai TG di stato, ad esempio la possibile connessione fra le navi dei veleni e gli omicidi di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin oppure la misteriosa morte del comandante della capitaneria di porto di Reggio Calabria, Natale De Grazia, già nel 2005 si potevano leggere su indymedia calabria.

Ad ogni modo è da 19 anni che questa storia va avanti fino a quando, in agosto, non si scopre che una zona tra i comuni di Serra D'Aiello e Aiello risulta avere livelli di radioattività cinque volte superiori alla norma ed una forte concentrazione di cesio 137.

L'indagine della procura di Paola che, è doveroso ricordarlo,  nel 1991 era stata archiviata da Fiordalisi, si riapre ed inizia anche la ricerca di altre navi affondate a largo delle coste calabresi. Il 12 settembre 2009 a largo di Cetraro, nel basso tirreno cosentino, poco distante da Amantea, viene ritrovato il relitto di una nave. Probabilmente è il Cunski un' imbarcazione contenente fusti radioattivi che il pentito di 'ndrangheta, Francesco Fonti, dice di aver affondato personalmente con l'aiuto della 'ndrina dei Muto. Il boss, Franco Muto, è finito in carcere nell'ambito dell'inchiesta Nepetia che ne ha svelato gli stretti legami proprio con il clan di Amantea: Gentile/Besaldo.

Malgrado tutto questo clamore mediatico non si è ancora stati in grado di capire l'esatto contenuto dei rifiuti tossici rinvenuti, anche questa perdita di tempo nasconde un enensimo tentavivo di depistaggio? Forse anche per questo motivo le richieste delle associazioni ambientaliste vengono continuamente oscurate, ignorate e al più minimizzate dalle istituzioni?

Infine alcuni esponenti ambientalisti vengono addirittura querelati da Messina, prima ci contaminano e poi ci querelano,  non c'è che dire, siamo nella Repubblica delle Banane!!!

In Calabria, dunque, non ci sono i soldi per bonificare le arre contaminate dai rifiuti tossici e nuclerari e intanto il ministro del'ambiente Prestigiacomo fa shopping con le carte di credito del ministero.

La mobilitazione popolare finalemnte cresce: il 24 ottobre è prevista ad Amantea, Cosenza, una manifestazione nazionale : riprendetevi i rifiuti tossici.

Calabria indymedia, insieme a radio Ciroma, out of the shell  e altre realtà che si occupano di informaizone dal basso, sarà presente all'apposito mediacenter il 24 ad Amantea.


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Amantea, navi dei Veleni

Link correlati: http://www.youtube.com/watch?v=rhWyw4oAFRo
 

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