Sette anni di carcere ad un ex sacerdote - Decine di "scomparsi" nella clinica degli orrori

category cosenza | diritti e libertà | altri media author sab 7 novembre 2009 - 14:49author scritto da Anna Maria De Luca Segnala questo contributo agli amministratoriSegnala agli amministratori

Don Luberto fu arrestato con l'accusa di aver sottratto ingenti somme
di denaro dall'Istituto. Percosse e maltrattamenti a centinaia di degenti

 

PAOLA - Sette anni di reclusione: è questa la condanna inflitta dal gup del Tribunale di Paola all'ex sacerdote don Alfredo Luberto, il responsabile dell'Istituto Papa Giovanni di Serra D'Aiello, passato alle cronache come "la clinica degli orrori". Il pm, Eugenio Facciolla, ne aveva chiesto la condanna a sei anni e mezzo. I reati: associazione per delinquere, appropriazione indebita, truffa, riciclaggio, furto e abbandono di minori o incapaci. In totale sono scomparsi decine di milioni di euro.

Mentre i ricoverati nella clinica - di proprietà della curia arcivescovile di Cosenza - vivevano nell'indigenza e in certi periodi, persino con la scabbia, il prete che la gestiva viveva nel lusso. Per fare l'inventario dei beni ritrovati nell'appartamento di don Luberto, i finanzieri impiegarono dodici ore: disegni di De Chirico, ori e argenti, collezioni rare di mobili ed orologi, un leggìo scultura di Giacomo Manzù, e persino una sauna e una palestra in mansarda.

Luberto, sospeso a divinis, non era certo da solo a gestire il grande business che ruotava attorno alla clinica Papa Giovanni XXIII, che era anche un grande bacino elettorale che contava fino a 900 pazienti residenti nell'istituto e fino a duemila dipendenti. Tanto che era nota come la Fiat di Serra d'Aiello. Il gup ha infatti condannato anche l'ex direttore sanitario della struttura, Mario Carpino, a 4 mesi. Stessa pena è stata inflitta a Aurora Morelli e Bernardino De Simone. Un quinto imputato, Renato Cocunato, è stato condannato ad un anno, mentre altri due hanno patteggiato la pena: Giorgio Bianchi (2 anni) e Michelangelo Leo (un anno e quattro mesi).

Ma la parte più pesante della storia della clinica non è ancora entrata nelle aule di giustizia. Da settembre 2008 la Procura di Paola ha infatti aperto un'altra inchiesta per decine di pazienti scomparsi, un centinaio di casi di lesione aggravata e quindici presunti omicidi. Tra le persone di cui si sono misteriosamente perse le tracce, Domenico Pio, un ragazzo che aveva problemi di deambulazione. Sono anni che la sua famiglia chiede verità. Non ha neanche una tomba su cui piangerlo. "Dalla clinica di proprietà della Curia non abbiamo neanche mai ricevuto una telefonata - racconta il fratello - per comunicarci la scomparsa".

Sono tante le testimonianze di parenti di ricoverati che hanno raccontato di maltrattamenti subìti nella clinica. Come nel caso di una signora che finì nell'ospedale di Cosenza con fratture multiple. L'istituto era un posto dove venivano ricoverati per anni e anni invalidi, giovani, anziani, gente con problemi psichici, portati lì da tutta Italia. Al momento della chiusura, a marzo, contava 550 dipendenti. Tutti avanzano anni e anni di stipendi e molti ora sono alla ricerca di lavoro, in una terra che lavoro non dà. Un'altra tragedia nella tragedia.

6 novembre 2009

 

Link correlati: http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/clinic...a.htm

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